Anfiteatro

La struttura, destinata ai munera gladiatoria ed alle venationes (spettacoli di caccia), sorge fuori dalle mura, nel suburbio orientale: la sua capienza è di 7000 spettatori. Di forma ellittica (88,5 x 70,2 m), è orientato secondo l’andamento della ripartizione agraria che in età augustea sostituisce quella tracciata all’atto della creazione della colonia.

Luni. Anfiteatro, Ricostruzione, Acquerello.

Le fondazioni sono in conglomerato cementizio, tecnica utilizzata anche per la realizzazione delle volte e delle scale. Il paramento è in opus incertum, realizzato in prevalenza con scisti cristallini verrucani del Caprione. Le porte principali presentano invece paramento in petit appareil di blocchetti sbozzati.

Luni. Corridoio anulare dell’anfiteatro

Concamerazioni voltate (criptae o specus), poste a sostegno della cavea, sono organizzate su due anelli concentrici separati de un ambulacro coperto a volta. Scale, passaggi e vani di deposito e di servizio sono oggi ben visibili, così come alcuni ambienti chiusi destinati alla sola funzione strutturale.

Dietro il muro del podio che delimita l'arena, si sviluppa uno stretto corridoio, al cui interno è conservata la canaletta di raccolta e scolo delle acque piovane provenienti dalla ima cavea e dall’arena stessa; di qui prosegue verso l'esterno dell'edficio seguendo il tracciato dei corridoi radiali.

Il ritrovamento di tegoli, coppi e antefisse denuncia l'esistenza di una galleria porticata posta a coronare l'edificio.