Teatro

L’edificio è orientato, secondo le indicazioni di Vitruvio, in modo che la quinta architettonica del palcoscenico ripari la cavea, e quindi gli spettatori, dai freddi venti settentrionali.

Gli ingressi principali immettono ai posti d'onore, nelle prime file della ima cavea, passando per l'orchestra. La media cavea, secondo ed ultimo ordine di gradinate, si apre alle spalle della prima ed è divisa in cinque cunei da quattro passaggi radiali.

Disegno ricostruttivo del Teatro

Davanti agli spettatori si trova il pulpitum (palcoscenico), il cui muro frontale presenta nicchie per elementi decorativi e porte d'accesso per l'iposcenio; dietro di esso si trova il canale  per il complesso macchinario destinato alla movimentazione del sipario.

Sulla frons scenae (frontescena: sorta di scenografia fissa in pietra), edificata su almento due ordini di colonnati, si aprono tre porte: la centrale (regia) e due minori laterali (hospitales), destinate all'ingresso degli attori.

Luni. Il teatro

Nella prima fase, di epoca augustea, l'emiciclo della cavea è percepibile anche dall'esterno, mentre una ristrutturazione forse di epoca claudio-neroniana, crea un impianto rettangolare, con porticato a sud, in cui la struttura viene racchiusa. Un'iscrizione rinvenuta all'interno del teatro sembra indicare in  L. Titinio Glauco Lucreziano il committente dei lavori: alla famiglia di quest'ultimo appartengono inoltre le figlinae (officine laterizie) che hanno prodotto le tegole con bollo per la copertura del teatro o dei vani annessi.

Basi in muratura con cornici in bronzo sono inoltre allineate lungo la galleria porticata meridionale, indicando la presenza di statue di personaggi illustri ed imperatori.

L'abbandono della struttura, dopo numerosi rifacimenti, si colloca nel VI secolo: nel suo interro si trovano alcune tombe, una delle quali databile all'età longobarda, in base agli oggetti di corredo