Terme e strutture tardoantiche e altomedievali

Dopo il sisma del IV sec. d.C., l’area capitolina nord orientale, in rovina, è occupata da diversi edifici, riconducibili alla domus dei mosaici nella sua ultima fase abitativa.

In una prima fase vengono realizzati due ambienti separati da una scala: quello occidentale è costituito da una peschiera, una grande vasca interamente rivestita in cocciopesto ed occupata al centro da una struttura esagonale a cunicoli voltati. Lungo il muro perimetrale meridionale si allineano diverse nicchie, intervallate da anfore prive del collo infitte orizzontalmente nella muratura per favorire la riproduzione delle specie ittiche allevate. Del secondo ambiente, a oriente della scala, è stato individuato solo il muro meridionale.

In stretta relazione con queste costruzioni  sono alcune strutture di un impianto termale: si riconoscono un ambiente pavimentato in marmo con vasca absidata e un vicino vano riscaldato, di cui restano le suspensurae.

Alla dimora è riconducibile un'area aperta con murature articolate le cui fondazioni sono realizzate con grandi frammenti scultorei e architettonici recuperati dagli edifici pubblici in rovina.

In seguito all’abbandono degli edifici tardo romani, l’area è occupata in epoca alto medievale; di questa fase rimane una profonda buca foderata in ciotoli, lastre scistose e materiale di reimpiego destinata, forse, alla conservazione delle derrate alimentari. Queste strutture, unitamente a pozzi e buche per rifiuti e sepolture, sono assai frequenti nel sito lunense nei livelli di frequentazione tardo-antica e alto medievale.