Domus settentrionale

A ridosso della porta Settentrionale, viene costruita in epoca augusteo-tiberiana una domus, di cui sono stati portati in luce diversi ambienti, per oltre 350 mq, afferibili all’ala residenziale del dominus, gravitante attorno al peristilio. I pavimenti sono per lo più battuti di graniglia in marmo bianco con inserti di marmi policromi locali e d’importazione. Le pareti sono affrescate con esili motivi floreali e figure di uccelli. Sono stati riconosciuti due oeci e un triclinio estivo, quest’ultimo pavimentato con formelle di marmi policromi (opus sectile) che descrivono motivi geometrici organizzati in due tappeti contigui, quadrato e rettangolare. Il triclinio si affaccia su un giardino dotato di grande vasca per la raccolta dell’acqua piovana. Alle spalle di questi ambienti è situato l'ampio atrio tuscanico con soglia lungo il lato breve settentrionale, mentre sul lato opposto si trova una stanza, probabilmente il tablinum, collegata al portico con un corridoio.

Disegno ricostruttivo della Domus settentrionale

In una seconda fase, l’atrio è ristrutturato per ricavarne due ambienti speculari (alae).

In seguito al crollo dell’edificio, avvenuto in occasione del terremoto della seconda metà del IV secolo d.C., gli spazi vengono riutilizzati a quote più alte, come testimoniano buche di palo, fosse per rifiuti ed inumazioni.