La Basilica cristiana

Il monumento, al momento escluso dal percorso di visita, sorge all’interno della “Cittadella”, area di oltre un ettaro, ubicata nel quadrante sud-occidentale della città, racchiusa da potenti mura che probabilmente cingevano l’intero complesso episcopale.


L’edificio risulta di difficile lettura in quanto oggetto di scavi ottocenteschi condotti dal marchese Giacomo Gropallo e da Paolo Piodestà, che hanno compromesso la conservazione del deposito stratigrafico e la lettura delle varie fasi edilizie succedutesi nel corso del tempo.

La basilica paleocristiana

La basilica paleocristiana viene edificata nella seconda metà del V secolo d.C., in corrispondenza dell’area precedentemente occupata, senza soluzione di continuità, da una domus attestata dall'età repubblicana fino al IV secolo d.C. Si è ipotizzato che, in questa fase, l’edificio avesse un impianto a tre navate, con presbiterio e abside del tipo interno.

Luni. Planimetria della basilica paleocristiana

La ripartizione degli spazi interna è determinata da due colonnati per i quali sono state reimpiegate basi marmoree iscritte provenienti dall’area capitolina recuperate negli scavi ottocenteschi e ora esposte al Museo Civico Archeologico della Spezia, al Castello San Giorgio.

La fase bizantina

Intorno alla metà del VI secolo la fabbrica è radicalmente modificata: demoliti i perimetrali, le navate vengono ricostruite di minore ampiezza, mentre nel presbiterio viene eretto un secondo muro circolare che delimita un deambulatorio.

Luni. Basilica cristiana. Planimetria della fase bizantina

Un basso muretto collega parte degli intercolumni creando una zona soprelevata riservata; vengono inoltre realizzate nuove pavimentazioni. Nella navata sinistra è stato rinvenuto parte del tappeto musivo centrale, che reca un tondo con iscrizione, testimonianza dell’opera di restauro promossa e sostenuta dal “famulus Christi Gerontius“. Della navata destra si conservano lacerti di mosaici a tralci vegetali sinusoidi, riconducibili a schemi ornamentali noti in area africana. Nel deambulatorio del presbiterio, infine, rimane una piccola porzione di pavimento in opus sectile realizzato con lastrine di marmo bianco e bardiglio disposte a formare motivi geometrici.

Alla chiesa bizantina sono attribuiti il nartece ed alcuni vani lungo il perimetrale meridionale.
Gli ambienti, posti in corrispondenza dell'estremità della navata destra, si affacciano su un’area aperta lastricata in marmo. La pavimentazione del vano orientale è in cocciopesto, quella dell'ambiente occidentale è in tessellato di grosse tessere organizzate in riquadri bianchi e neri decorati al centro da elementi a croce e fiori stilizzati anche con l’impiego di tessere in laterizio. Il pavimento del nartece e quello dell’ambiente immediatamente adiacente, sono sempre a mosaico di grosse tessere in marmo bianco e calcare locale grigio azzurro, che formano differenti motivi geometrici.

Il rifacimento dell’edificio di culto, in questa fase forse intitolato al nome di Cristo, si ritiene sia da porre al termine della guerra greco-gotica (535-553) dopo la riconquista della Liguria da parte del generale Narsete e la creazione della Provincia Maritima Italorum di cui Luna diviene il centro.

La fase carolingia

Nessuna sostanziale modifica sembra intervenire fino al termine dell’VIII - inizi del IX secolo.
In età carolingia si realizza una cripta semianulare in connessione al trasferimento al suo interno di reliquie, tra cui l'ampolla del Preziosissimo Sangue attualmente custodita nella Cattderale di Santa Maria a Sarzana, probailmente visibili dai fedeli tramite una fenestella confessionis.

Luni. Basilica cristiana. Planimetria della fase carolingia

La fase romanica

Alla fase romanica sono recentemente attribuite la costruzione delle asbidiole e l’ampliamento dell’abside, modifiche che comportarono il rifacimento della cripta. 

Luni. Basilica cristiana. Planimetria della fase romanica