Il percorso di visita

A partire dal 1984 il Museo Archeologico Nazionale di Luni, inaugurato esattamente venti anni prima,  diviene un Sistema Museale imperniato sull'interazione tra il percorso di visita all’area archeologica  e le sedi espositive. Si è pertanto creata contestualmente la condizione di una musealizzazione delle strutture all’aperto e quella di un’esposizione policentrica.

La fisionomia del sistema è in continua evoluzione per via del procedere sia dell’esplorazione, sia delle acquisizioni al Demanio dei terreni di proprietà privata che ricadono all’interno dell’antico circuito murario.

L’attuale percorso di visita, che sarà a breve profondamente modificato grazie ad una serie di progetti in corso di realizzazione, prevede modalità di accesso differenziate ai vari nuclei espositivi e alle strutture archeologiche.

Al momento è possibile una fruizione priva di limitazioni solo alla sede centrale, mentre quella delle altre sezioni espositive è regolata dalle modalità riportate nella carta dei servizi.

Nel caso di particolari necessità o esigenze di studio è comunque possibile richiedere l'autorizzazione per accedere a tutti i settori trasmettendo una richiesta in Soprintendenza.

Materiali scaricabili

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Descrizione del percorso di visita

Planimetria della città di Luni

L’ingresso in città avviene dalla porta occidentale e la visita ha inizio dalla sede centrale del museo dove è ubicata la biglietteria.

Il museo contiene spazi dedicati alla statuaria in marmo e alla ritrattistica, una sezione in cui si dispongono in ordine cronologico le varie classi ceramiche documentate nel centro antico ed un inquadramento di oggetti tipologicamente vari, realizzati con materiali differenti: contenitori da trasporto, lucerne, elementi di decorazione architettonica, strumenti in metallo, vasellame in vetro, monili e strumenti da toilette, ed infine il monetiere che offre una panoramica delle emissioni numismatiche attestate dall’età repubblicana all’alto medioevo.

Luni. Particolare di pavimentazione dalla domus mosaici

Si procede visitando lo spazio sottostante il Museo dove è esposta un'esemplificazione degli elementi di decorazione architettonica, in marmo e in terracotta, provenienti dal Capitolium.

Proseguendo, si fiancheggia la domus dei mosaici, dimora - indagata parzialmente - che prende il nome dalle ricche decorazioni pavimentali di fine del III - inizi del IV secolo, arricchite nel secolo successivo dalla realizzazione del mosaico del Circo Massimo.

Avanzando, sulla sinistra svettano i ruderi del podio dell’impianto di età imperiale del Grande Tempio, destinato al culto della dea Luna ed eretto nel punto più elevato della città; sullo sfondo si staglia la struttura che accoglie la sezione museale dedicata appunto a tale momunento.

Luni. Resti del colonnato della basilica civile

Procedendo verso nord-est è possibile scorgere i resti della porta urbica settentrionale ed osservare come il casale rustico che ospita il Lapidario lunense si imposti al di sopra di una domus romana.

Tornando verso sud si giunge alle spalle del Capitolium dove si conservano avanzi delle strutture tardo-antiche che invadono il porticato del tempio e la fascia settentrionale della basilica civile.

Luni. Corridoio anulare dell’anfiteatro

Dal belvedere proteso sull’aula colonnata di tale edificio risultano riconoscibili le fasi dell’evoluzione del complesso capitolino: dalle sostruzioni in opera poligonale del tempio repubblicano, al bacino-fontana inserito in età giulio claudia, dall’inserimento della Basilica nell’ala orientale del triportico, alla costruzione del muro tardo-antico realizzato con il reimpiego di elementi architettonici.

Poco più avanti si può godere dell’affaccio rivolto verso il decumano massimo e, ancora una volta, verso il Capitolium.

A questo punto è possibile scegliere se procedere verso est in direzione della sezione dedicata all’edilizia privata e, negli orari fissati, in direzione dell’anfiteatro, oppure continuare a visitare l’area pubblica centrale.

Luni. Veduta della parte meridionale del foro e del cardo maximus

Più avanti si raggiunge la Domus degli Affreschi, dimora che prende il nome dalla decorazione affrescata rinvenuta al suo interno, ornata da pregiati pavimenti in marmi policromi. In quest’ultimo caso si fiancheggia il foro per poi raggiungere il cosidetto tempio di Diana, realizzato in epoca giulio-claudia su una terrazza artificiale che oblitera strutture residenziali di epoca repubblicana.

Avanzando si attarversa una passerella alla cui sinistra è visibile il cardine massimo, mentre sul lato opposto, in corrispondenza del lato meridionale del foro, si scorgono due piazze gemelle che affiancano l’edificio per il quale è stata proposta l’identificazione con la Curia.

Il sentiero porta a completare il giro del foro costeggiando le tabernae che ne delimitano il lato occidentale e a tornare in direzione dell’ingresso posto presso la porta occidentale della città.

E' stato da poco inserito nel percorso di vista il teatro, ubicato nell’angolo nord-orientale dell’abitato, mentre al momento vi resta ancora esclusa la Basilica Cristiana, nel settore sud-ovest dello stesso.